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GIANFRANCO
BARUCHELLO
L'appuntamento
che Fondazione SoutHeritage dedica ai maestri
del contemporaneo presenta il progetto sull'opera di Gianfranco
Baruchello ideato in collaborazione con Fondazione
Baruchello. Sperimentatore di linguaggi e media diversi l'artista,
dalla fine degli anni Sessanta fonda provocatoriamente società
fittizie che lo porteranno, nel 1973 all'operazione Agricola Cornelia
S.p.A., vera e propria activity durata otto anni. In questo periodo
è il rapporto tra arte e natura, tra cultura e agricoltura, tra
arte e territorio, tra spazio interno (mentale) e spazio fisico della
terra che Baruchello indaga, mettendo a punto una pratica linguistica
di confine, all'interno della quale la pittura, il disegno, il video,
la scrittura, l'azione, hanno tutti avuto una funzione importante. Soprattutto
per questi aspetti presenti dunque da anni nel suo lavoro, con Interno
sensibile, su particolare invito della Fondazione SoutHeritage, Baruchello
torna dunque su questi temi in due fasi distinte. Nella prima, il 25 novembre
2006, Gianfranco Baruchello presenta al pubblico una serie di opere (dipinti,
video, oggetti, libri) a documentazione del lavoro storico. Nella seconda
fase, prevista invece per il 2007, un'installazione appositamente studiata
per Matera, metterà il pubblico in una condizione percettiva complessa,
tra natura e specificità territoriali, (storiche, simboliche e
sociali), all'interno della quale saranno impiegati immagine, audio e
oggetti. Il sogno e il racconto, la memoria personale e collettiva, la
dimensione interna, psichica o immaginaria, sempre in stretta relazione
con lo spazio esterno, fisico della terra, il recupero di antichi saperi
agresti, la storia e l'archeologia di un luogo (l'Etruria, le antiche
strade che percorrevano il Lazio più antico), tornano in questo
progetto che si colloca, dunque, su una lunga linea di ricerca, avviata
nei primi anni Sessanta.
Le opere su tela
nascono da un'indagine dello spazio paradossale interno al sogno e al
paesaggio di questo con immagini di cavità, grotte, sottosuoli
mentali ai confini tra realtà e percezione. In questi quadri, caratterizzati
da vaste superfici bianche in cui piccole immagini o linee sottili di
confine disegnano e collegano spazi mentali, emerge il linguaggio più
caratteristico di Baruchello che dal 1963 riduce gli elementi della pittura
nell'essenzialità di uno spazio quasi monocromo individuato come
“incerto”. Nei video sono presenti invece temi cari a Baruchello come
lo spazio impercettibile del mutamento delle cose (il video Retard
), l'attenzione per il banale, la vita do ogni giorno osservata dall'interno
di un'automobile ( Cento donne viste dall'interno di un'automobile
), la ripetitività del gesto per attraversare spazi ordinari
( Non c'è ), l'accostamento paradossale tra natura e storia,
tra giardino, terra e perdita di sé ( Ballade ).
Protagonista della
ricerca artistica della seconda metà del XX secolo, dal 1959, Baruchello
ha considerato l'arte come sperimentazione radicale. Attraverso l'uso
di media e tecniche diverse, ha praticato la pittura, l'oggetto/assemblage,
la scrittura, la poesia, l'azione. Ha anche fondato società fittizie,
praticato l'agricoltura e la zootecnia nei modi della activity artistica;
ha realizzato film sperimentali primi tra i quali Il grado zero del
paesaggio del 1963 e Verifica incerta del 1964, ha fatto
uso dell'immagine in movimento già dall'inizio degli anni Settanta.
Dal 1973, partendo dall'indagine sul rapporto valore d'uso-valore di scambio
nell'arte avvia l'operazione Agricola Cornelia S.p.A ., che si
proponeva lo scopo di “coltivare la terra”, conclusa nel 1981. Altri progetti
si sono incentrati sulla ricerca di significato dello spazio interno degli
edifici (L'altra casa , 1978-79), sulla realizzazione di interventi
in esterni (il “ giardino ” e il “bosco ”, dalla metà
degli anni ‘80) pensati come spazi mentali e dell'immaginario. Il rapporto
con la natura è stato per Baruchello il motivo di una lunga riflessione
che sin dai primi anni Sessanta (il quadro Io sono un albero )
ha considerato la natura in relazione alle specificità territoriali
e sociali. Dal 1973, da quando cioè va a vivere in campagna, il
rapporto con la natura è diventato soprattutto rapporto con la
terra, rivisitando di essa anche la mitologia, l' archeologia e la storia.
Il fatto di vivere in terre che si trovavano al centro di una zona di
grande interesse archeologico, (il Parco di Veio e la vecchia Etruria)
ha portato Baruchello a conoscere quei luoghi, fino ad incentrare in essi
operazioni artistiche che hanno portato la sperimentazione verso esiti
innovativi. Dal lavoro sulla casa e il bambù, sugli alberi (sempre
“curati” e mai invasivamente trattati), all'indagine sul rapporto agricoltura-cultura-arte-estetica,
al giardino e al bosco, Baruchello ha sviluppato una ricerca nella quale
la natura diveniva “paesaggio mentale”, luogo di identificazione, di individuazione
di se stessi e di forme impreviste dell'immaginazione.
Nel clima sperimentale
italiano degli anni Sessanta, vicino allo spirito degli scrittori e poeti
del Gruppo '63 (Balestrini, Sanguineti, Giuliani),
delle ricerche dello strutturalismo e dell' “opera aperta” (U. Eco), accanto
a quanto avveniva nella musica d'avanguardia e del cinema sperimentale,
Baruchello ha posto la sua ricerca in un ambito internazionale con mostre
(dalla storica The New Realists alla Galleria Sidney-Janis di
New York del 1962) e amicizie (Duchamp, Jouffroy,
Lyotard, Lascault, Cooper, ecc.), che sono rimasti all'origine
o all'interno di molte sue operazioni artistiche. In quest'ottica se l'arte
del XX secolo è storia dello sconfinamento dallo spazio della rappresentazione
a quello della la vita, Baruchello è, di questa storia, il primo
testimone.
Gianfranco
Baruchello (Livorno 1924) ha realizzato
progetti espositivi nei più importanti luoghi museali italiani
e stranieri come: Lousiana Museum - North Zealand, Musée d'Art
Moderne-Parigi, SFMOMA -S.Francisco, MoMA -New York, Solomon Guggenheim
Museum-New York, MoCA - Chicago, ICA -Londra, Museum of Philadelphia Civic
Center, Hishhorn Museum - Washington, I.C.A. - Montreal, National Gallery
- Melbourrn, P.A.C. - Milano, Palais de Beuax Art
- Bruxelles, Palazzo delle Esposizioni - Roma, Carnegie Institute - Pittsburg,
Centre Pompidou - Parigi, III Biennale di Sidney, Museum Ludwig - Colonia.
Ha partecipato inoltre alle rassegne d'arte contemporanea più significative
a livello internazionale tra cui la 37°a, 43°a, 45°a Biennale
Internazionale d'arte di Venezia, Documenta VI-Kassel e la Quadriennale
d'Arte di Roma
Gianfranco Baruchello
Titolo:
Interno Sensibile
Curatore : Carla Subrizi / Angelo Bianco
Sedi: Fondazione SoutHeritage per l'arte
contemporanea - Via F.sco Paolo Volpe 6 Matera
Periodo: 25 novembre 2006 > 27 gennaio
2007
Info: T. +39 0835 240348 / F. +39 0835 336425
/ southeritagepress@southeritage.org
La
mostra è organizzata con il supporto di:

Fondazione Baruchello - Roma

Agenzia Lucana Sviluppo e
Innovazione in Agricoltura
 
Comune di Matera

Regione Basilicata

Comunità Europea
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