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L'opera è lo stato che precede alla nascita di nuove convenzioni culturali, nuovi codici e nuovi linguaggi. L'opera è quell'insieme di relazioni tra individui, associazioni tra funtivi dell'espressione e del contenuto, non ancora riconoscibili convenzionalmente, ma che ne sono la causa.
L'opera è quella trama dinamica che determina l'emergere di nuove convenzioni e che cessa di esistere (come opera) nello stesso momento in cui le concenzioni emergono e sono riconosciute come tali. L'opera esiste finchè è uno stato potenziale e svanisce nel momento in cui si attualizza. Per questo non possono esistere "oggetti d'arte" ma "stati dell'arte".
L'"oggetto d'arte" è come il fumo per il fuoco: ne è segno da cui si può abdurre l'esistenza del fuoco, ma tale abduzione è un atto convenzionale, ipotetico; non è possibile essere certi che alla presenza del fumo corrisponda la presenza del fuoco, tantomeno dunque che "quel" fumo sia una qualità innata del fuoco. Va quindi deciso se interessa valorizzare e potenziare il fumo oppure il fuoco. Nel momento in cui è riconoscibile (attraverso oggetti, azioni, eventi) l'opera è svanita, si è trasformata in convenzione ed è divenuta una qualità della cultura e del linguaggio di chi partecipa all'uso di tale convenzione. Diventa una proprietà condivisa da un gruppo di individui e una loro qualità non più separabile dal loro essere. Ma non è più opera.
L'opera è una fase che precede questa mutazione o coevoluzione mutuale dell'essere collettivo. E' lo stato di connessioni che permette e fa si che tale coevoluzione possa avvenire. Non è riconoscibile, ma esiste e accade. L'opera è vita in quanto stato indeterminato che prelude alla nascita di linguaggi della comunicazione.
L'opera non è tali linguaggi, ne le loro regole (la lingua), ne le loro occorrenze (le parole), bensì lo stato indeterminato di relazioni che precede, premette e rende possibile la nascita o la trasformazione della lingua. Dunque non è corretto finanziare gli atti di parole o la formalizzazione della lingua, ma andrebbe investito sulla costruzione e potenziamento degli stati della vita.
Dice S. Agostino: " qualunque cosa sta per un'altra è necessario
che valga meno di quella per cui sta". (...)
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